Big Lebowsky” ha aperto nei locali all’interno del parco di via Bovio a S. Agabio
NOVARA - Là dove c’erano rifiuti e dormitori di fortuna ora suonano i gruppi del territorio, si tengono reading, proiezioni cinematografiche e si approfondisce. Fino a qualche mese fa i locali all’interno del parco di via Bovio, a Sant’Agabio, erano dormitorio abituale per senza tetto, un ricettacolo di immondizia, una sorta di “terra di nessuno” nella quale difficilmente a chiunque sarebbe venuto in mente di avventurarsi. Poi la “scommessa” di un gruppo di ragazzi e la scelta di aprire un piccolo circolo culturale «in una zona che proprio nessuno voleva considerare per un’attività di questo tipo». Arrivano dal Magentino, Sokol Ark e Peppe De Tursi, anime dell’associazione che ora coinvolge una ventina di ragazzi, quasi tutti di Novara, che hanno sposato lo spirito dell’iniziativa e si sono rimboccati le maniche come volontari: «Siamo partiti a gennaio a mettere un po’ a posto questi locali nei quali abbiamo trovato veramente di tutto: materassi, immondizia, carrelli della spesa... Ci abbiamo lavorato nei ritagli di tempo, ognuno di noi infatti fa un altro lavoro, fino al 28 maggio scorso quando abbiamo inaugurato ufficialmente il “Big Lebowsky”». Da quel giorno è stata una crescita continua e il “Lebowsky” ha galoppato velocemente raggiungendo un consenso sempre più vasto: «Diamo spazio alle realtà locali, facciamo suonare i gruppi del territorio, ma non rinunciamo, pur nella limitatezza dei mezzi economici, a proporre stimoli culturali che vadano oltre i confini cittadini – spiega Sokol – Abbiamo ad esempio invitato una casa editrice di Genova, Habanero edizioni, molto attiva nell’ambito della letteratura emergente. Cerchiamo poi di organizzare festival per proporre serate con diversi gruppi legati da un unico filo conduttore. Un altro obiettivo è poi quello di portare avanti, parallelamente all’attività ordinaria, iniziative di solidarietà: un primo obiettivo è l’adozione di un bambino a distanza». Roberto Conti
fonte: http://www.corrieredinovara.com/
NOVARA - Là dove c’erano rifiuti e dormitori di fortuna ora suonano i gruppi del territorio, si tengono reading, proiezioni cinematografiche e si approfondisce. Fino a qualche mese fa i locali all’interno del parco di via Bovio, a Sant’Agabio, erano dormitorio abituale per senza tetto, un ricettacolo di immondizia, una sorta di “terra di nessuno” nella quale difficilmente a chiunque sarebbe venuto in mente di avventurarsi. Poi la “scommessa” di un gruppo di ragazzi e la scelta di aprire un piccolo circolo culturale «in una zona che proprio nessuno voleva considerare per un’attività di questo tipo». Arrivano dal Magentino, Sokol Ark e Peppe De Tursi, anime dell’associazione che ora coinvolge una ventina di ragazzi, quasi tutti di Novara, che hanno sposato lo spirito dell’iniziativa e si sono rimboccati le maniche come volontari: «Siamo partiti a gennaio a mettere un po’ a posto questi locali nei quali abbiamo trovato veramente di tutto: materassi, immondizia, carrelli della spesa... Ci abbiamo lavorato nei ritagli di tempo, ognuno di noi infatti fa un altro lavoro, fino al 28 maggio scorso quando abbiamo inaugurato ufficialmente il “Big Lebowsky”». Da quel giorno è stata una crescita continua e il “Lebowsky” ha galoppato velocemente raggiungendo un consenso sempre più vasto: «Diamo spazio alle realtà locali, facciamo suonare i gruppi del territorio, ma non rinunciamo, pur nella limitatezza dei mezzi economici, a proporre stimoli culturali che vadano oltre i confini cittadini – spiega Sokol – Abbiamo ad esempio invitato una casa editrice di Genova, Habanero edizioni, molto attiva nell’ambito della letteratura emergente. Cerchiamo poi di organizzare festival per proporre serate con diversi gruppi legati da un unico filo conduttore. Un altro obiettivo è poi quello di portare avanti, parallelamente all’attività ordinaria, iniziative di solidarietà: un primo obiettivo è l’adozione di un bambino a distanza». Roberto Conti
fonte: http://www.corrieredinovara.com/
