La presenza di elevati livelli inquinanti nei bassi strati dell'atmosfera della pianura padana è uno di quegli eventi ciclici (in due periodi dell'anno, estate ed inverno) con i quali ci ritroviamo a convivere ormai da parecchio tempo, cioè da quando abbiamo iniziato ad usare combustibili fossili (carbone e petrolio prima, poi metano, gasolio e benzine) per sostituire la forza del vento, dell'acqua e dei muscoli (nostri e di buoi, cavalli…) per azionare le macchine e per costruirle. Questo è vero da secoli, ma siamo a conoscenza della cosa da una manciata di anni, cioè da quando giornali etelevisioni hanno deciso che la cosa "fa notizia". E' un po' come per l' effetto serra; la comunità scientifica ha confermato della cosa già dalla fine degli anni '60, ma i mezzi di informazione hanno deciso che ciò è diventato rilevante circa 25 anni dopo, negli anni '90! Da quando l'inquinamento atmosferico è diventato un argomento di dominio pubblico, prima con termini quali " biossido di zolfo ", "ossidi di azoto" e poi con "particolato " e infine "PM10, PM2,5 ed affini", i nostri amministratori, sollecitati anche da alcune direttive europee (per altro prive di potere sanzionatorio, cioè se gli amministratori se ne fregano, nulla capita loro), hanno deciso che era il caso di "fare qualcosa".