Pagine

Feed Icon

venerdì 13 gennaio 2012

Aria Sporca. Inquinamento



    La presenza di elevati livelli inquinanti nei bassi strati dell'atmosfera della pianura padana è uno di quegli eventi ciclici (in due periodi dell'anno, estate ed inverno) con i quali ci ritroviamo a convivere ormai da parecchio tempo, cioè da quando abbiamo iniziato ad usare combustibili fossili (carbone e petrolio prima, poi metano, gasolio e benzine) per sostituire la forza del vento, dell'acqua e dei muscoli (nostri e di buoi, cavalli…) per azionare le macchine e per costruirle. Questo è vero da secoli, ma siamo a conoscenza della cosa da una manciata di anni, cioè da quando giornali etelevisioni hanno deciso che la cosa "fa notizia". E' un po' come per l' effetto serra; la comunità scientifica ha confermato della cosa già dalla fine degli anni '60, ma i mezzi di informazione hanno deciso che ciò è diventato rilevante circa 25 anni dopo, negli anni '90! Da quando l'inquinamento atmosferico è diventato un argomento di dominio pubblico, prima con termini quali " biossido di zolfo ", "ossidi di azoto" e poi con "particolato " e infine "PM10, PM2,5 ed affini", i nostri amministratori, sollecitati anche da alcune direttive europee (per altro prive di potere sanzionatorio, cioè se gli amministratori se ne fregano, nulla capita loro), hanno deciso che era il caso di "fare qualcosa".
    A tutti era parso - e pare tutt'ora - come unico pacchetto soluzioni, di Dare la colpa a qualcun altro/qualcosa d'altro, per esempio la mancanza di precipitazioni, la catena alpina, l'anticiclone delle Azzorre Fare riti propiziatori per l'arrivo della pioggia o della neve (la pioggia o la neve, ma solo se intense e durature, fanno precipitare al suolo le polveri in sospensione, anzi, la presenza di tali polveri, in quota, favorisce le precipitazioni), in modo da poter continuare a non fare nulla Imporre la circolazione a targhe alterne e vietarle in qualche domenica, con larghe eccezioni Tutto questo continuando a dire che "il modo per risolvere le cose non era quello" (che stavano facendo ndr.),MA continuando a NON fare nulla. Allora, fissiamo alcuni paletti e poi traiamo degli insegnamenti La presenza di inquinanti dannosi sospesi negli strati bassi dell'atmosfera (uno strato di circa 100-200 metri dal suolo) è ESCLUSIVAMENTE CAUSATA dalle attività umane, cioè traffico veicolare, impianti di riscaldamento, centrali termoelettriche e fabbriche. Nelle città, sono prevalenti le prime due cause. NON facciamoci prendere per il culo da chi dice che alcuni dei sopracitati inquinanti hanno anche fonti naturali, quali incendi, erosione del suolo ed eruzioni vulcaniche. Incendi ed erosione del suolo sono eventi sempre presenti, l'uomo si è evoluto con essi, quindi abbiamo in noi i sistemi di depurazione e filtraggio adatti, le loro emissioni non vanno calcolate perché fanno parte del "pacchetto pianeta Terra"; le eruzioni vulcaniche sono invece fortemente dannose, MA sono eventi rari (e sfido chiunque a dirci che l'aria sporca di Novara è causata dall'eruzione di un vulcano in Islanda). Avere aria pulita, oltre che un diritto ed un dovere, è una condizione che si ottiene SOLO rimuovendo le cause dell'inquinamento, che sono quelle indicate prima Le condizioni geografiche (barriera alpina, ristagno d'aria dovuto ad un campo di alta pressione, ridotte precipitazioni) sono solo aggravanti di un fenomeno la cui causa non è nell'orografia Detto questo, il problema si affronta e si risolve in due fasi. Fase 1: presa di coscienza che sono i nostri comportamenti la causa del problema. Fase 2: è solo cambiando i nostri comportamenti che possiamo risolvere il problema. Quando andiamo in giro in automobile, magari da soli ed in città (una tonnellata e mezzo di ferraglia, plastiche e vetro) viaggiando ad una media di 6 Kilometri orari, oppure quando vogliamo 24 gradi in casa d'inverno (bruciando tanto metano da gonfiarci un dirigibile), o ne vogliamo 24 d'estate, friggendo il contatore per il consumo di energia e ci chiediamo perché l'aria sia sporca e perché nessuno faccia nulla, tiriamo giù l'aletta parasole e diamo un'occhiata nello specchio, oppure facciamo lo stesso nello specchio di casa; vedremo la causa del problema. Bisogna acquisire la consapevolezza che non possiamo chiedere aria pulita e poi contribuire a sporcarla. Dobbiamo anche diventare adulti ed acquisire la consapevolezza che non c'è Aladino con lampada al seguito che possa pulire l'aria di colpo. Ma anche se ciò accadesse, provvederemmo a sporcarla subito dopo. Dobbiamo anche fare un ulteriore passo, più delicato, ma cruciale: smetterla di usare il verbo "rinunciare". Nel momento in cui diciamo "rinunciare in parte all'uso del mezzo privato" (auto/moto/scooter) stiamo già sbagliando. Non si "rinuncia", si cambia in meglio. Si passa da un comportamento errato ad uno, se non corretto, sicuramente meno sbagliato di quello precedente. E' come con le sigarette (per i fumatori, gli altri possono andare oltre), non si "rinuncia", si smette e poi si sta meglio. Eventualmente ci si butta sui cioccolatini, che, è vero, fanno ingrassare, ma sono buoni e fanno incomparabilmente meno male del tabacco 8con le sue 4000 sostanze cancerogene ndr.). Di solito, a questo punto, c'è la sollevazione; un gran numero di persone dice che "usa il mezzo per lavoro". Non è questo il punto. Non è se usiamo il mezzo privato per lavoro, è se abbiamo deciso che vogliamo usarlo e basta. Non ci si pone alcuna alternativa. E' come una dipendenza (tabacco o altro). Non ci credete? Siamo così dipendenti che siamo disposti a stare ciecamente nel traffico urbano per ore, siamo disposti a gironzolare per un parcheggio per manciate di minuti pur di continuare nella nostra dipendenza. Ci inventiamo gli alibi: Sui mezzi pubblici è sempre pieno di extracomunitari Sui mezzi pubblici e spesso sui treni si viaggia in piedi I treni sono sempre in ritardo Prendo la macchina sotto casa e arrivo dove devo senza fare un passo Continua a piacere Morale, chi non vuol fare una cosa ha sempre un sacco pieno di buone scuse. Però dalle dipendenze si può e si deve uscire, ma lo si fa SOLO QUANDO LO SI VUOLE. 

    Allora si cercano le alternative; si scopre che è vero, usando i mezzi pubblici ci si deve svegliare quei 15 minuti prima e si arriva a casa quei 15 minuti dopo; fossero anche 30+30, ma chiediamoci: "quei 60 minuti sono vitali?" la risposta è sempre NO. 

    Detto questo, torniamo un po' indietro. Vogliamo aria pulita? 

    Dipende da noi. 

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...