Di Pietro, con il suo intervento tenuto alla Camera martedì scorso
sulla sfiducia al governo, ha saputo interpretare le domande ed anche le speranze che
gli elettori hanno indicato alla politica nostrana con l’esito delle elezioni
amministrative e soprattutto con il voto sui quattro referendum. Una sintonia
già emersa quando l’IdV decise di promuovere i referendum. Di nuovo il gruppo
dirigente del PD assume una posizione ambigua in attesa di un fantomatico
fronte moderato. La maggioranza parlamentare è oramai invisa ad una larga parte
degli Italiani, rimane impantanata nella difesa degli interessi del suo Premier
è divisa dalle lobby di potere e dalle varie logge pseudo massoniche. Per
combatterla non bastano le giaculatorie parlamentari o coltivare l’illusione di
convincere la Lega a “staccare la spina”. La Lega non può abbandonare la nave
troppi contratti e interessi la “legano” a Berlusconi. Di Pietro dunque ha
fatto benissimo a insistere, a pretendere, che il partito di maggioranza dell’
opposizione, il PD, si decida a unire le opposizioni su di un programma
condiviso e alternativo a quello del centro destra. E’ quello che chiedono gli
elettori e ancora una volta l’IdV è il partito che riesce a leggere questa fase
politico sociale. Con questo passaggio parlamentare finalmente IdV assume l’
identità di Partito, passa il Rubicone e decide di proporsi come forza di
governo. Di Pietro ha fatto anche bene ad avvisare i partiti del centro
sinistra che o si comincia subito a lavorare insieme ad un progetto per salvare
il Paese o lo faremo da soli.