Di Pietro, con il suo intervento tenuto alla Camera martedì scorso
sulla sfiducia al governo, ha saputo interpretare le domande ed anche le speranze che
gli elettori hanno indicato alla politica nostrana con l’esito delle elezioni
amministrative e soprattutto con il voto sui quattro referendum. Una sintonia
già emersa quando l’IdV decise di promuovere i referendum. Di nuovo il gruppo
dirigente del PD assume una posizione ambigua in attesa di un fantomatico
fronte moderato. La maggioranza parlamentare è oramai invisa ad una larga parte
degli Italiani, rimane impantanata nella difesa degli interessi del suo Premier
è divisa dalle lobby di potere e dalle varie logge pseudo massoniche. Per
combatterla non bastano le giaculatorie parlamentari o coltivare l’illusione di
convincere la Lega a “staccare la spina”. La Lega non può abbandonare la nave
troppi contratti e interessi la “legano” a Berlusconi. Di Pietro dunque ha
fatto benissimo a insistere, a pretendere, che il partito di maggioranza dell’
opposizione, il PD, si decida a unire le opposizioni su di un programma
condiviso e alternativo a quello del centro destra. E’ quello che chiedono gli
elettori e ancora una volta l’IdV è il partito che riesce a leggere questa fase
politico sociale. Con questo passaggio parlamentare finalmente IdV assume l’
identità di Partito, passa il Rubicone e decide di proporsi come forza di
governo. Di Pietro ha fatto anche bene ad avvisare i partiti del centro
sinistra che o si comincia subito a lavorare insieme ad un progetto per salvare
elettori sono molto più maturi dei gruppi dirigenti (di maggioranza o di
opposizione), premiano le proposte che condividono e i candidati che hanno il
coraggio di parlare a loro più che alle segreterie dei partiti. Così è stato ad
esempio per De Magistris a Napoli. La chiave di lettura che Di Pietro ci offre
è proprio questa: siamo pronti a fare programma e coalizione per l’alternativa
di governo del nostro Paese e siamo pronti a confrontarci con tutti gli
elettori senza porre barriere e steccati ideologici. Mentre aspettiamo che il
PD ci pensi su, noi dirigenti e militanti dell’IdV dovremmo però interrogarci
se siamo pronti ad attraversare il nostro Rubicone interno e a proiettarci all’
esterno a chiamare tutti i cittadini al confronto sul che fare e su come farlo?
Di Pietro ha aperto un percorso nuovo e importante che ci pone nelle condizioni
di fare una nuova maturazione. Se resteremo inermi a guardare se continueremo a
delegare al Presidente la responsabilità di rappresentarci rischieremo di
sprecare una occasione importante per l’Italia. Tocca a noi raccogliere la
sfida di cambiare: se non cominciamo noi chi?
Nessun commento:
Posta un commento